I Tuareg

Tuareg

Tra le popolazioni nomadi del mondo, quella dei Tuareg è forse quella più affascinante. Non solo perché in grado di dominare una delle zone più inospitali del Pianeta, il deserto del Sahara, ma anche per gli usi e i costumi ricchi di millenni di storia. Con il termine Tuareg si identifica un popolo berbero di oltre mezzo milione di persone tradizionalmente nomade e distribuito nel Nord e dell’Africa centrale in 5 Stati: Algeria, Niger, Libia, Mali e Burkina Faso.

Il nome “Twāreg” è di origine araba ed è il plurale dalla parola Tārgī, “abitante della Targa” (Tārga in berbero significa “canale” e come toponimo indica il Fezzan). I Tuareg non si designano con questo nome, ma semplicemente come Kel Tamahaq, cioè “coloro che parlano la tamahaq”.

I Tuareg sono tradizionalmente pastori nomadi, ma molti di loro si sono sedentarizzati a partire dal 1960. I

l matrimonio è di tipo monogamico e il sistema ereditario in parte matrilineare. Sono di religione islamica e spesso affiliati a confraternite. I Tuareg sono chiamati anche ‘popolo blu’ a causa della stoffa color indaco che copre il capo e il viso e che gli uomini indossano dal raggiungimento della pubertà.

La lingua Tuareg, detta tamahaq, tamajeq o tamasheq, è costituita da numerosi dialetti fortemente omogenei e intercomprensibili e rappresenta il sottogruppo nordafricano meridionale della lingua berbera. I Tuareg. sono gli unici ad aver conservato la propria scrittura originale, il tifinagh/”>tifinagh.

I Tuareg sono solitamente di alta statura, con fisici robusti e ben allenati; i loro visi sono magri e allungati, solcati da grandi occhi scuri e capelli neri, nonché da una carnagione altrettanto scura.

Gli uomini si caratterizzano per il tipico turbante, il “taguelsmut”, il quale ricopre tutto il viso lasciando normalmente liberi solo gli occhi. Il turbante utilizzato nelle feste è solitamente indaco.

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